Di seguito si elencano alcuni recenti casi di errori medici dovuti ad imperizia, negligenza e imprudenza dei sanitari nel corso di interventi chirurgici che, per fortuna, non hanno comportato il decesso dei pazienti. Nel 2012, due medici del reparto di ortopedia e traumatologia hanno impiantato ad una paziente di 76 anni, che aveva subito la frattura del collo femorale destro, una protesi al femore sinistro. Quando si sono accorti dello sbaglio, i medici hanno impiantato una protesi anche all'anca destra, sana, attestando nel verbale di sala operatoria e nel diario clinico fatti diversi. Per tale falsificazione dei documenti sanitari i medici hanno subito la misura interdittiva della sospensione. Due medici dell'ospedale Garibaldi di Catania sono a processo per lesioni aggravate per aver effettuato un intervento chirurgico al legamento crociato del ginocchio sinistro, mentre doveva essere operato il ginocchio destro. La paziente ha così subito un prelievo del tendine di cinque centimetri. Secondo la Procura, i medici avrebbero agito con imperizia e negligenza, cagionando un danno permanente alla donna. Gli imputati hanno respinto le contestazioni sostenendo di avere eseguito l'intervento al ginocchio sinistro perché, dopo l'anestesia, si sarebbero resi conto al tatto che era più urgente operare quell'arto, procedendo all'esportazione del tendine. Nell'ottobre 2013 un anziano paziente subì l'impianto di una protesi all'anca in esito ad una caduta che aveva comportato la frattura del femore. Nel decorso post operatorio l'anziano accusò un perdurante dolore, connesso alla colposa dimenticanza di un ago con filo da sutura, che venivano rimossi alcuni giorni dopo grazie ad un secondo intervento. L'ipotesi di reato è lesioni colpose.

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