In tema di malasanità, i danni risarcibili in sede di giudizio civile si dividono in due grandi categorie: i danni patrimoniali e quelli non patrimoniali. I primi ricomprendono ogni perdita economica che si verifica nella sfera patrimoniale del soggetto danneggiato a seguito di una responsabilità medica: sono dunque relativi al patrimonio e possono essere facilmente quantificati e monetizzati. Il danno patrimoniale può essere a sua volta diviso in due ulteriori voci di danno, denominate rispettivamente danno emergente e lucro cessante. Il danno emergente comprende ogni diminuzione patrimoniale intervenuta come conseguenza dell'errata condotta del medico o addebitabile alla struttura ospedaliera (ad esempio il costo delle spese mediche sostenute, delle visite e degli esami effettuati o finalizzate a garantire assistenza sanitaria anche a domicilio al soggetto danneggiato). Al fine di vedersi risarcito tale danno sarà necessario produrre in giudizio tutta la relativa documentazione medica. Per lucro cessante si intende invece la perdita di reddito derivante dal mancato guadagno patrimoniale che il soggetto avrebbe conseguito se non fosse stato vittima dell'illecito o dell'inadempimento da parte del medico o della struttura sanitaria. In tale categoria va ricondotta, dunque, la diminuzione di reddito derivante dalla perdita della capacità lavorativa, la cui gravità determinerà l'entità effettiva del risarcimento da corrispondere al danneggiato. Tratteremo la risarcibilità del danno non patrimoniale in un articolo separato, denominato “Malasanità: i danni risarcibili. Il danno non patrimoniale”.

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