Di seguito si elencano alcuni recenti casi di errori medici che, purtroppo, hanno comportato il decesso dei pazienti. È morto a Catania, dopo sette anni di coma vegetativo, un architetto di 49 anni sottoposto ad anestesia generale per la rimozione di punti di sutura in metallo che gli erano stati applicati alla mascella dopo l'asportazione di un frammento di una radice dentale. L'infermiere e il medico anestesista sono stati condannati in primo grado a sei mesi per lesioni gravissime, con pena sospesa; tale sentenza è stata confermata dalla Corte d'Appello e la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna per l'infermiere, annullando la sentenza per il medico anestesista. Un cardiologo barese è stato condannato alla pena di un anno di reclusione per l'omicidio colposo di una paziente durante un intervento di riparazione endovascolare di aneurisma dell'aorta toracica. Il cardiologo non avrebbe valutato correttamente il tipo di intervento da eseguire, provocando la rottura di una arteria con conseguente emorragia. La paziente è morta dopo quattro giorni per insufficienza multi organo causata proprio dallo shock emorragico. Il medico è stato inoltre condannato a risarcire i familiari della vittima, parte civile nel processo. A Palermo, il 27 maggio 2017, un uomo di 38 anni veniva ricoverato per calcoli alla colecisti e gli veniva prospettato un intervento di routine in laparoscopia, cioè senza taglio chirurgico, con dimissione dopo tre giorni. L'intervento sarebbe dovuto durare quaranta minuti invece, dopo sei ore, il medico ha comunicato ai familiari di aver reciso per errore l'aorta addominale e di avere perforato l'intestino. L'uomo è andato in arresto cardiaco per tre volte e, dopo un giorno di agonia, l'elettroencefalogramma ha decretato la morte cerebrale.

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