Il soggetto danneggiato da errore medico, oltre al danno patrimoniale (di cui abbiamo trattato nell’articolo “Malasanità: i danni risarcibili. Il danno patrimoniale”) potrà inoltre vedersi riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale conseguente alla violazione di diritti costituzionalmente garantiti quali, ad esempio, il diritto alla salute sancito dall'art. 32 della Costituzione. A titolo esemplificativo si possono indicare alcune voci che possono essere ricomprese nella onnicomprensiva categoria del danno non patrimoniale, quali il danno biologico, il danno psicologico e il danno morale. Il danno biologico è, ai sensi dell'art. 138 del d. Lgs 209/2015, quella lesione temporanea o permanente all'integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico legale, che esplica una incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. All'interno del danno biologico può ricomprendersi il danno psicologico, ovvero quella alterazione dello stato psichico di una persona derivante, ad esempio, dalla perdita di un parente. Vi è poi il danno morale, ovvero la sofferenza soggettiva conseguente all'errato intervento chirurgico subito. Ad ogni modo il danno non patrimoniale potrà essere valutato dal giudice in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 cc.

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